Cyberbullismo
Il cyberbullismo comprende diverse forme di aggressione, molestia, ricatto, denigrazione, diffamazione, furto d’identità e trattamento illecito di dati personali realizzate attraverso strumenti telematici a danno di minori.
La diffusione attraverso social network, servizi di messaggistica, piattaforme online e altri strumenti digitali può amplificare rapidamente gli effetti delle condotte, rendendo particolarmente importante un intervento tempestivo a tutela del minore.
La normativa sul cyberbullismo
La disciplina di riferimento è stata introdotta dalla Legge 29 maggio 2017, n. 71, che ha previsto specifici strumenti per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo e per la tutela dei minori coinvolti.
La normativa è stata successivamente modificata dalla Legge n. 70/2024, che ha ampliato il sistema di prevenzione e contrasto comprendendo espressamente anche il bullismo e rafforzando gli interventi educativi e di tutela rivolti ai minori.
Ulteriori disposizioni sono state introdotte dal D.Lgs. 99/2025 in attuazione della riforma.
Rimozione dei contenuti online
La legge prevede uno specifico strumento per intervenire sui contenuti diffusi attraverso internet.
Il minore che abbia compiuto quattordici anni, così come chi esercita la responsabilità genitoriale, può chiedere al titolare del trattamento o al gestore del sito internet o del social media l’oscuramento, la rimozione o il blocco dei contenuti riconducibili a condotte di cyberbullismo.
Quando la richiesta non viene soddisfatta secondo quanto previsto dalla normativa, è possibile rivolgersi al Garante per la protezione dei dati personali.
Cyberbullismo e responsabilità penale
Il cyberbullismo non identifica necessariamente un unico reato.
Le condotte concretamente poste in essere possono assumere rilevanza penale e integrare differenti fattispecie previste dall’ordinamento.
A seconda dei fatti possono venire in considerazione, tra gli altri, reati quali diffamazione, minaccia, violenza privata, atti persecutori o altre fattispecie connesse alle specifiche modalità della condotta.
La qualificazione giuridica deve quindi essere effettuata esaminando concretamente il comportamento, i contenuti diffusi, le modalità utilizzate e le conseguenze prodotte.
La tutela del minore
Nei casi di cyberbullismo è importante intervenire tempestivamente sia per limitare la diffusione dei contenuti sia per conservarne le prove.
Messaggi, immagini, video, conversazioni, profili social e altri elementi digitali possono assumere rilievo ai fini della ricostruzione dei fatti.
La tutela può richiedere interventi differenti in relazione alla gravità della situazione, all’età dei soggetti coinvolti e alla possibile rilevanza penale delle condotte.

Assistenza nei casi di cyberbullismo
Lo Studio Legale Prandi presta assistenza nei casi di cyberbullismo, valutando la rilevanza penale delle condotte e gli strumenti di tutela applicabili.
L’assistenza può riguardare la tutela della persona offesa, la conservazione degli elementi di prova, la presentazione di denuncia o querela e l’assistenza nel procedimento penale.
Lo Studio presta inoltre assistenza a minori e famiglie coinvolti in procedimenti derivanti da condotte contestate come cyberbullismo, nel rispetto delle specifiche garanzie previste dall’ordinamento minorile.
