Un abuso edilizio può derivare dalla realizzazione di opere senza il titolo richiesto o in difformità da quanto autorizzato. Le conseguenze dipendono dal tipo di intervento e possono riguardare sia il piano amministrativo sia quello penale. La disciplina di riferimento è contenuta nel D.P.R. 380/2001, il Testo unico dell’edilizia.

Chi risponde dell’abuso edilizio

L’art. 29 del D.P.R. 380/2001 individua le responsabilità del titolare del permesso di costruire, del committente, del costruttore e, secondo le condizioni previste dalla norma, del direttore dei lavori. Il ruolo effettivamente svolto da ciascuno deve essere valutato nel caso concreto: non basta elencare i soggetti coinvolti per attribuire a tutti la stessa responsabilità.

Le conseguenze amministrative e penali

Sul piano amministrativo possono essere disposti, a seconda dei casi, la rimozione o la demolizione delle opere abusive, sanzioni pecuniarie e, nelle ipotesi previste dalla legge, l’acquisizione dell’immobile al patrimonio comunale.

Alcune violazioni costituiscono anche reato. L’art. 44 del Testo unico prevede sanzioni penali diverse in relazione alla condotta contestata, che possono comprendere l’ammenda e, nei casi previsti, l’arresto. protezionecivile.gov.it

Il cambio di destinazione d’uso

Anche un mutamento di destinazione d’uso può avere rilievo edilizio, pure quando non vengono eseguiti lavori. Prima di procedere occorre verificare quale titolo sia richiesto, tenendo conto dell’art. 23-ter del D.P.R. 380/2001 e della disciplina applicabile all’immobile. Non ogni cambio d’uso, però, costituisce automaticamente un abuso o un reato. Normattiva

La segnalazione di un abuso e la prescrizione

Una segnalazione può dare avvio agli accertamenti dell’autorità competente e, se emergono ipotesi di reato, a un procedimento penale.

I reati edilizi di natura contravvenzionale sono soggetti a prescrizione. Il termine ordinario è di quattro anni, ma il calcolo effettivo dipende anche dal momento in cui cessa la condotta, da eventuali atti interruttivi e dalle cause di sospensione. La prescrizione del reato non rende regolare l’opera abusiva né elimina, di per sé, le conseguenze amministrative. Normattiva

Quando è possibile la sanatoria

La possibilità di regolarizzare un intervento dipende dalla tipologia della difformità e dai requisiti previsti dalla legge. Il Testo unico disciplina l’accertamento di conformità all’art. 36 e, per specifiche ipotesi di parziale difformità o variazione essenziale, all’art. 36-bis.

L’eventuale effetto della sanatoria sul procedimento penale deve essere verificato separatamente: il rilascio del permesso in sanatoria può estinguere le contravvenzioni previste dalle norme urbanistiche, non qualsiasi altro reato eventualmente contestato. Ministero delle infrastrutture e dei trasporti

Acquistare un immobile con abusi edilizi

L’acquisto dell’immobile non comporta, da solo, la responsabilità penale per opere realizzate da altri. L’irregolarità edilizia, però, resta legata all’immobile: il nuovo proprietario può quindi trovarsi a dover affrontare un ordine di demolizione o una procedura di regolarizzazione, se consentita.

Per questo è opportuno verificare la situazione urbanistica e i titoli edilizi prima dell’acquisto.

Assistenza legale

Lo Studio Legale Prandi presta assistenza nei procedimenti penali relativi agli abusi edilizi, dalla valutazione delle contestazioni alla difesa nelle diverse fasi del procedimento. Può inoltre esaminare, insieme ai professionisti tecnici competenti, gli effetti di un’eventuale istanza di sanatoria sulla posizione dell’indagato o dell’imputato.

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