I permessi premio rappresentano uno degli strumenti previsti dall’ordinamento penitenziario per favorire il mantenimento degli interessi affettivi, culturali e lavorativi del detenuto e accompagnarne progressivamente il percorso di reinserimento sociale.
La loro concessione non è automatica, ma dipende dalla presenza dei requisiti stabiliti dalla legge e dalla valutazione della situazione individuale del detenuto.
La disciplina dei permessi premio
I permessi premio sono disciplinati dall’art. 30-ter della Legge 26 luglio 1975, n. 354, sull’ordinamento penitenziario.
Il Magistrato di Sorveglianza può concederli ai condannati che abbiano tenuto regolare condotta e che non risultino socialmente pericolosi, nei limiti e alle condizioni previste dalla legge.
La concessione deve consentire di coltivare interessi affettivi, culturali o di lavoro ed è parte integrante del programma di trattamento.
I requisiti per ottenere un permesso premio
La concessione richiede una valutazione complessiva della posizione del detenuto.
Assumono particolare rilievo la regolare condotta mantenuta durante la detenzione, il percorso trattamentale svolto e l’assenza di pericolosità sociale.
Per determinate categorie di reati la legge prevede inoltre condizioni e limiti specifici. La possibilità di ottenere il beneficio deve quindi essere verificata considerando il titolo di reato, la pena espiata e la situazione concreta del condannato.
Quanto può durare un permesso premio
Ciascun permesso premio non può avere una durata superiore a quindici giorni.
La durata complessiva dei permessi non può superare quarantacinque giorni in ciascun anno di espiazione della pena.
Per i condannati minorenni sono previsti limiti differenti.
La richiesta al Magistrato di Sorveglianza
La decisione sulla concessione del permesso premio spetta al Magistrato di Sorveglianza competente.
Prima di decidere, il Magistrato acquisisce le informazioni necessarie per valutare la condotta del detenuto, il percorso compiuto durante la detenzione e la sussistenza delle condizioni richieste dalla legge.
La richiesta deve quindi essere accompagnata dagli elementi utili a rappresentare correttamente la situazione personale del condannato e le finalità per le quali viene richiesto il permesso.
Le prescrizioni durante il permesso
Nel provvedimento di concessione vengono stabilite le prescrizioni che il detenuto deve rispettare durante il periodo trascorso fuori dall’istituto penitenziario.
Il comportamento mantenuto durante il permesso assume rilievo anche ai fini della valutazione del percorso trattamentale e delle successive richieste di benefici penitenziari.
Reclamo contro il provvedimento
Contro il provvedimento relativo ai permessi premio è prevista la possibilità di proporre reclamo secondo le modalità e nei termini stabiliti dall’ordinamento penitenziario.
L’avvocato può valutare il provvedimento adottato dal Magistrato di Sorveglianza e verificare la sussistenza dei presupposti per contestare una decisione sfavorevole.

Assistenza per la richiesta dei permessi premio
Lo Studio Legale Prandi presta assistenza nella valutazione dei presupposti per ottenere un permesso premio e nella predisposizione della relativa richiesta.
L’attività comprende l’esame della posizione del condannato, della pena espiata, del percorso trattamentale e della documentazione utile a sostenere l’istanza.
Lo Studio assiste inoltre il detenuto nella valutazione di eventuali provvedimenti sfavorevoli e nelle successive iniziative previste dall’ordinamento penitenziario.
